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Posted on ago 19, 2014 in Bere | 0 comments

Franciacorta Metodo Classico: bollicine italiane di qualità

Franciacorta Metodo Classico: bollicine italiane di qualità

Partiamo dal nome.
Metodo Classico, che è come dire Champagne, senza poterlo dire per motivi di copyright. Si tratta di un processo di produzione di vino spumante che consiste nell’indurre la rifermentazione in bottiglia attraverso l’introduzione di zuccheri, lieviti selezionati e sostanze minerali.

Passiamo ai numeri.
La pressione contenuta in una bottiglia di Spumante Franciacorta è di circa sei atmosfere e, all’apertura, una e mezza si libera sotto forma di schiuma. Una volta versato nel calice si sprigiona lo spettacolo delle bollicine che risalgono in superficie, il perlage. In 750 millimetri di vino ci sono circa 250 milioni di bollicine – incredibile.

I vigneti di Franciacorta occupano circa 20.000 ettari di terreno e sono distribuiti in una zona collinare situata tra Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo. Si tratta di una striscia di terra con un clima mite che si è formata da quello che si chiama anfiteatro morenico, ovvero il risultato dello scavo e del successivo ritiro di un ghiacciaio.

Andiamo all’origine del nome.
Franciacorta non ha nulla a che vedere con i cugini d’oltralpe, ma nasce nel Medioevo, dalle Francae Curtes, Corti Franche, possedimenti esentati dall’imposta daziaria.
La Franciacorta è insieme al Trentino Alto Adige e all’Oltrepò Pavese la zona più vocata alla produzione di spumante di qualità.

In un certo qual senso qui furono i primi a crederci. I due personaggi che diedero il là alla sfida furono Guido Berlucchi e Franco Ziliani. Il primo produceva del Pinot nella zona del castello di Borgonato, un vino che aveva dei problemi di stabilità. Il secondo era l’enologo chiamato a risolvere il problema e che amava lo Champagne e aveva la fissa di fare un grande spumante. Così una volta davanti a Berlucchi lanciò la sfida: produrre uno spumante alla maniera francese. Sfida accettata. Ci vollero sei anni prima che Ziliani fosse soddisfatto del risultato. L’anno era il 1961, le bottiglie prodotte 3.000. Sull’etichetta apparve per la prima volta la zona geografica: Franciacorta. Era nato un nuovo spumante. Per conoscere meglio l’ambiente in cui si è andata delineando questa storica nascita vale la pena fare una vista a Palazzo Lana Berlucchi e alle vicine cantine,  volutamente cavernose e un po’ decadenti.

Da lì in avanti altri imprenditori decisero di investire in Franciacorta, persone che provenivano da settori differenti, pragmatici, che imposero alla viticoltura autoctona l’utilizzo di macchinari e metodi sempre più sofisticati e moderni.
Un tale approccio permise alla Franciacorta di posizionarsi in Italia e non solo come luogo centrale di produzione di spumante di qualità e di costruire una perfetta identificazione tra territorio e vino prodotto. L’ascesa portò il Franciacorta a essere il primo spumante italiano, prodotto esclusivamente con il metodo classico, a ottenere nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).

Dalle origini a oggi di acqua ne è passata sotto i ponti e in base ai tempi di riposo dei lieviti in bottiglia si possono distinguere: Franciacorta non millesimati, Franciacorta Satèn e Rosé non millesimati, Franciacorta Satèn e Rosé millesimati, Franciacorta Satèn e Rosé Riserva.

Lo spumante di queste zone è un vino dal colore paglierino, dal profumo ampio, invitante, ricco di fiori e frutta matura, di grande eleganza. È ancora soprattutto bevuto come aperitivo o per accompagnare i dessert. In realtà è ottimo per il pasto e si accompagna bene con le fritture e i salumi. Del resto nulla ha il potere di “sgrassare” il palato come le bollicine.

La visita di questo territorio e della relativa via del vino, vi può condurre a conoscere paesi ricchi di stori, colline spettacolari, vigneti da favola, piccoli borghi in pietra, torri e castelli medievali, palazzi e ville patrizie, abbazie e pievi ferme nel tempo.
Il monastero di San Pietro in Lamosa, ad esempio, e le vicine Torbiere del Sebino formano un’accoppiata straordinaria, che unisce storia, arte e meraviglie naturalistiche.
Cosa aspettate a partire?

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