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Posted on Mar 4, 2014 in Artisti, Capolavori | 1 comment

Raffaello e la Fornarina: la grande bellezza

Raffaello e la Fornarina: la grande bellezza

C’è una sequenza, nell’ultimo film di Sorrentino, La Grande Bellezza, in cui il protagonista, grazie a un amico, di notte, riesce a entrare in alcuni dei più bei palazzi di Roma. Tra questi, in una scena dal forte carattere onirico, passeggia tra le stanze di Palazzo Barberini e passa davanti alla Fornarina di Raffaello a cui lancia uno sguardo e un sorriso enigmatici. Non è certo un caso che in un film che ruota intorno alla bellezza, e a molto altro – sia chiaro – Sorrentino scelga di mostrare proprio questo quadro. Del resto ciò che balza subito agli occhi di fronte alle opere dell’urbinate sono la bellezza e la proporzione, l’equilibrio fra le figure e la ritmica modulazione dei colori, la grande capacità di organizzare la forma nello spazio e di donare all’insieme solennità e compostezza. Insomma quello che emerge dalle sue opere sono la facilità, la semplicità, e l’immediatezza, ma soprattutto la grazia e la bellezza. La grazia in Raffello è il frutto della fatica dell’artista che...

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Posted on Mar 3, 2014 in Capolavori | 0 comments

Villa Valmara ai Nani: affreschi dei Tiepolo fra scenari d’incanto

Villa Valmara ai Nani: affreschi dei Tiepolo fra scenari d’incanto

Vicenza è a due passi. Dall’alto dei colli Berici, sul profilo della città, svetta la forma a chiglia rovesciata della Basilica Palladiana, il simbolo del centro, da poco rimesso a lucido da un restauro. Palladio è il nome più celebre della zona, l’artista che a partire dal Cinquecento ha cambiato l’architettura dando vita a un modello che prende il suo nome e che ha caratterizzato un territorio intero. L’Unesco ha inserito le ville palladiane del Veneto nell’elenco dei siti patrimonio dell’umanità. A pochi passi da La Rotonda, la più celebre villa disegnata dal Palladio, si alza Villa Valmarana ai Nani. Più giovane di oltre 100 anni, fu voluta da Giustino Valmarana che affidò i lavori a Francesco Muttoni. Il nome deriva da diciassette nani scolpiti nella pietra che decorano il muro perimetrale. È probabile che dietro l’appellativo ci sia una leggenda che narra di una principessa nana che viveva in solitudine circondata da servitori nani e che, un giorno, dopo aver scorto un bellissimo principe aggirarsi nel giardino e...

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Posted on Lug 18, 2013 in Capolavori | 0 comments

Il Cristo Velato nella Cappella Sansevero: l’insostenibile leggerezza del marmo

Il Cristo Velato nella Cappella Sansevero: l’insostenibile leggerezza del marmo

Esistono opere o luoghi che sembrano toglierci, non solo il fiato, ma l’anima stessa, e verrebbe voglia di fermarsi in un’eterna contemplazione. Capita a volte che gli appassionati d’arte si soffermino a stilare personali classifiche: per qualcuno la Gioconda è meglio dell’Urlo di Munch, per altri non c’è niente che possa competere con la Cappella Sistina, qualcuno ancora metterà al primo posto Bosch e così via. E ci sono, poi, casi in cui questo atteggiamento non è una singolarità del profano, ma è condiviso anche dai critici e dagli storici più moderati. Uno di questi esempi è il Cristo Velato di Giovanni Sanmartino, un capolavoro che richiama migliaia di visitatori ogni anno e che, da molti esperti, è considerata la più riuscita e perfetta scultura mai creata. Un’opera di cui il Canova disse di essere disposto a dare la propria vita pur di esserne l’autore. La scultura, realizzata nel 1753, è conservata a Napoli, nella Cappella Sansevero, è posta al centro della navata dentro un trionfo di marmi e...

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Posted on Lug 3, 2013 in Capolavori | 0 comments

Cappella Suardi: Lorenzo Lotto e la fine del mondo

Cappella Suardi: Lorenzo Lotto e la fine del mondo

Febbraio 1524. In tutta Italia si rincorre la voce che qualcosa di paragonabile al diluvio universale si scatenerà a breve. Gli astrologi vaticinano da tempo ormai – la congiunzione dei pianeti parla chiaro. Molti lasciano le case, si riparano in posti che ritengono più sicuri. Qualcuno preannuncia anche l’arrivo dell’Anticristo. Pochi anni prima il teologo tedesco Martin Lutero ha messo in crisi le fondamenta della Chiesa Cattolica scagliandosi contro la corruzione che dilaga a Roma. In tutta risposta, in una bolla del 1520, papa Leone X parla di “tralci secchi di vite che non rimangono in Cristo”. Martin Lutero viene scomunicato, ma lui brucia la scomunica e continua la predicazione. Nel frattempo la guerra, putrida e mercenaria, va avanti ininterrotta sul territorio italiano. I Lanzichenecchi fanno il bello e il cattivo tempo e, imbevuti della nuova dottrina, non esitano i distruggere le immagini sacre che scovano durante le loro campagne. Insomma la tempesta è reale, ma anche simbolica: il mondo si sta rovesciando. A Trescore Balneario, pochi chilometri fuori...

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Posted on Giu 19, 2013 in Capolavori | 0 comments

Pinturicchio a Spello: nel cuore dell’Umbria un capolavoro da riscoprire

Pinturicchio a Spello: nel cuore dell’Umbria un capolavoro da riscoprire

Siamo nel cuore d’Italia, fra rilievi collinari, uliveti, strade che si inerpicano seguendo le curve e le deviazioni di uno dei paesaggi più straordinari della penisola: quello umbro. Dominata dal profilo del Monte Subasio, Spello si sviluppa tra pianura e colli e rivela, nella composizione urbana, in prevalenza medievale e rinascimentale, il suo spirito eterogeneo eppure dal fascino potente. Muovendosi tra mura difensive, vicoli stretti, finestre bifore, case-torri, e seguendo una delle vie principali del paese si incontra Santa Maria Maggiore, la chiesa più importante del borgo. Se si entra sprovvisti di notizie, quasi per caso, giunti al centro dell’edificio, in corrispondenza di quella che è conosciuta come cappella Baglioni, sarete assaliti da un duplice moto di stupore. Il primo dovuto alla bellezza degli affreschi che decorano le pareti, il secondo, dovuto alla quasi totale assenza di notizie e di promozione di uno dei maggiori e più ignorati capolavori del Rinascimento umbro. L’autore, Pinturicchio, per lunghi secoli è stato dimenticato e sottovalutato dalla critica d’arte, a partire da un...

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Posted on Mag 27, 2013 in Capolavori | 1 comment

Caravaggio: la forza rivoluzionaria della Vocazione di San Matteo

Caravaggio: la forza rivoluzionaria della Vocazione di San Matteo

Ci sono momenti in cui la storia umana subisce delle accelerazioni improvvise. È accaduto in passato e accade oggi, ad esempio nell’universo delle scienze, della medicina e dell’arte. A produrre questo scatto in avanti concorrono fattori diversi – condizioni economiche, mutazioni sociali, rivoluzioni produttive, invenzioni tecniche, e poi, ovvio, la scintilla che fa scaturire il resto, ovvero la nascita di un uomo o di una donna che con il suo ingegno riesce a presentarci il mondo sotto un’altra prospettiva. Per dare riscontro a questa premessa e verificare come l’arte abbia intrapreso una nuova via agli inizi del Seicento vogliamo invitarvi nel cuore antico di Roma, a due passi da Palazzo Madama, dentro la Cappella Contarelli, nella Chiesa di San Luigi dei Francesi. L’artista in questione, capace di proiettare la pittura in un’altra dimensione, è Caravaggio e l’opera su cui vogliamo concentrarci è La vocazione di San Matteo, che insieme a San Matteo e l’angelo e al Martirio di San Matteo decora la Cappella acquistata nel 1583 dal Mathieu Cointrel,...

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Posted on Mag 17, 2013 in Capolavori | 1 comment

Amore sacro e Amor profano: i segreti del capolavoro di Tiziano

Amore sacro e Amor profano: i segreti del capolavoro di Tiziano

La passeggiata al Pincio, a Roma, spalanca gli orizzonti su uno dei panorami più celebri del mondo. Il gioco preferito di chi vi si affaccia è indicare un monumento, un profilo, una cupola e dire ah sì, adesso ho capito dove si trova. Alle spalle del belvedere, fra una distesa di lecci, ippocastani, pini, statue, busti di marmo, si può raggiungere Villa Borghese, uno dei più grandi parchi della capitale, al cui interno si trova Galleria Borghese. La residenza del cardinale Scipione conserva una quantità inestimabile di capolavori, basterebbe solo considerare il numero di Caravaggio e di Bernini che propone al visitatore. Ma la nostra attenzione, oggi, si vuole concentrare altrove, su un altrettanto illustre pietra miliare dell’ingegno italico Amore sacro e Amor profano di Tiziano. Uno dei numerosi piaceri regalatici dall’arte è quello di costringerci a inseguire il senso delle opere, a scervellarsi su quali significati si celino dietro un dipinto, quali misteri o concetti abbia voluto esprimere l’artista e perché. Talvolta opere come la Tempesta di Giorgione,...

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Posted on Mag 16, 2013 in Capolavori | 1 comment

Castello del Buonconsiglio: il ciclo dei Mesi di Torre Aquila

Castello del Buonconsiglio: il ciclo dei Mesi di Torre Aquila

Il castello del Buonconsiglio di Trento si rivela come un edificio di grande fascino e richiamo, addossato com’è alle duecentesche mura cittadine. Il complesso fu la residenza dei principi vescovi di Trento per quasi sei secoli. In una torre, denominata Aquila, è conservato uno tra i più rilevanti affreschi del gotico-internazionale d’Europa: il Ciclo dei Mesi. Già l’approdo al torrione, uno stretto passaggio vagamente fiabesco, sembra voler separare il visitatore dal resto dell’edificio e del mondo per prepararlo a uno spazio evocativo di un tempo lontano, dove vengono narrate vicende della vita di corte e rurale a cavallo tra il XIV e il XV secolo. A volere l’opera fu il principe-vescovo Giorgio di Lichtenstein che, affidandolo a un artista identificato con sempre maggiore certezza nel Maestro Venceslao, di origine boema, dimostrò di essere un colto umanista e un raffinato conoscitore di quello che era il mondo cortese agli inizi del Quattrocento. Giorgio era discendente di una ricchissima famiglia con possedimenti in Austria e Moravia. Arrivò sullo scranno episcopale nel...

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Posted on Mag 6, 2013 in Capolavori | 0 comments

La Cappella di Teodolinda: a Monza le meraviglie della vita cortese

La Cappella di Teodolinda: a Monza le meraviglie della vita cortese

Il Duomo di Monza custodisce uno dei cicli di affreschi tardogotici più vasti e straordinari mai prodotti in Lombardia e, di certo, fra i maggiori di tutta Italia. Ci riferiamo a Le storie della Regina Teodolinda, conservati nella cappella che si apre a sinistra dell’abside centrale dove, tra l’altro, si trova la Corona Ferrea, utilizzata dal Medioevo fino al XIX secolo per l’incoronazione dei Re d’Italia. Napoleone la usò nel 1805, quando nel Duomo di Milano se la mise sul capo da solo, pronunciando la frase: “Dio me l’ha data e guai a chi me la toglie!”. La decorazione a fresco è attribuita alla famiglia degli Zavattari. Come capitava spesso a quell’epoca si trattava di un’intera casata di artisti-artigiani che si tramandavano i segreti del mestiere di generazione in generazione. Lo stile cui gli Zavattari attinsero fu il gotico internazionale, appreso grazie allo scambio con maestranze francesi e tedesche arrivate in Italia per lavorare al grande cantiere del Duomo di Milano cui gli stessi Zavattari parteciparono. La scuola prese...

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Posted on Apr 27, 2013 in Capolavori | 1 comment

L’Olympia di Manet: a Venezia il quadro che scandalizzò Parigi

L’Olympia di Manet: a Venezia il quadro che scandalizzò Parigi

A pensarci oggi, fa un po’ sorridere, eppure, nel 1865, quando la tela Olympia fu esposta per la prima volta al Salon di Parigi, lo scandalo fu tale che alcuni visitatori, una volta osservata, afferravano gli ombrelli e tentavano di sfregiarla. Per salvaguardarla, la direzione fu costretta a rimuoverla dalla parete e a sistemarla in alto sopra una porta, dove in pochi ci facevano caso. L’Olympia è un quadro di Edouard Manet, pittore che aveva già fatto parlare di sé giusto un paio di anni prima, quando nell’opera La colazione sull’erba, aveva rappresentato un picnic in un bosco dove, in mezzo a due giovani uomini vestiti, il pittore stesso e un amico, sedeva una donna nuda che guardava l’osservatore dritto negli occhi. Come possiamo immaginare il dipinto aveva turbato accademici e borghesi. I primi per aver calato in un genere classico ed elevato, il nudo, una situazione contemporanea, i secondi poiché un’audacia così esplicita non erano mai stata rappresentata in un quadro. Manet, anche se amareggiato per le critiche,...

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Posted on Apr 17, 2013 in Capolavori | 1 comment

Il Buon Governo di Lorenzetti: a Siena la grande arte come allegoria politica

Il Buon Governo di Lorenzetti: a Siena la grande arte come allegoria politica

Palazzo Pubblico è senza dubbio uno degli edifici più celebri d’Italia e, come giusto che sia, affaccia su uno dei luoghi più belli del mondo – Piazza del Campo, a Siena. È l’anima del potere cittadino, dominato dalla Torre del Mangia, alta 88 metri, all’ombra della quale ogni anno, il 2 luglio e il 16 agosto si svolge il Palio, croce e delizia di ogni senese. L’edificio, costruito verso la fine del Trecento, è sempre stato il cuore del governo cittadino e fin da allora gli interni sono stati decorati avvalendosi dei migliori artisti. Era interesse di chi presiedeva la macchina pubblica esibire in queste sale la visione politica attraverso opere capaci di celebrare e propagandare i concetti che più credevano opportuni. La sala dei Nove rappresenta il luogo simbolo di Palazzo Pubblico, culmine del suo splendore politico e sociale, dove si riuniva il Consiglio dei Nove, ovvero i rappresentanti della città ed espressione della borghesia mercantile cittadina. Avevano potere esecutivo e organizzativo e presiedevano un’assemblea di circa 300...

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