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Posted on Set 6, 2013 in Montagna | 0 comments

Orgosolo e l’affascinante area del Supramonte

Orgosolo e l’affascinante area del Supramonte

Dimentichiamoci delle candide spiagge e del mare cristallino, delle ville bianche con piscina e dei lussuosi yacht, dei locali aperti fino all’alba e dei vip. Sì perché la Sardegna non è solo divertimento, agio e lusso, come spesso ci viene fatto credere. Quest’isola racchiude al suo interno zone selvagge e rurali, ma di grande fascino e rilevanza storica e archeologica.

La zona centrale della Sardegna è occupata da colline e montagne e la parte a ridosso della catena del Gennargentu viene chiamata Barbagia: un luogo in cui si mescolano massi granitici, pascoli montani – un ambiente a tratti brullo, a tratti ricco di boschi di tasso, ginepro e leccio.

In queste zone sono l’agricoltura e la pastorizia le attività più diffuse e noti sono i prodotti che ne derivano come il Mirto, il sughero e i prodotti caseari da latte di capra.

Una parte importante però la fa anche il turismo, grazie a paesi caratteristici che ancora conservano le vecchie tradizioni e a quelle chiamate zone nuragiche, dal nome dei reperti archeologici disseminati su tutto il territorio sardo, i Nuraghi appunto.

Nella Barbagia di Ollolai ha sede il paese di Orgosolo, un comune di poco più di 4000 abitanti che si estende su un territorio collinare e montuoso molto vasto.

A Orgosolo l’attività dell’uomo era presente già nel periodo Neolitico e lo testimoniano i Menhir e i Dolmen trovati nell’area. A pochi chilometri dal paese sorge il Nuraghe Mereu, un edificio composto da una torre centrale e due laterali, protetto da bastioni. Fu costruito con pietre calcaree bianche e presenta ancora in parte il tipico tetto conico. Sempre nel Comune di Orgosolo è presente il complesso archeologico di Sirilò che conserva le “domus de janas”, ovvero delle tombe preistoriche scavate nella roccia. I Dolmen testimoniano la presenza dell’uomo sin dall’età della pietra e rappresentano le cosiddette tombe dei giganti, vale a dire enormi lapidi in pietra che indicano la presenza di monumenti sepolcrali.

Per tutto il Medioevo e per i secoli tra il Settecento e l’Ottocento, Orgosolo è stato soggetto a dominazioni da parte di differenti famiglie e poteri, dagli Aragona agli Spagnoli ai Savoia, ma il paese sembra non curarsene e continua a vivere mandando avanti le sue attività agresti. È nel 1969 che Orgosolo si fa sentire, quando i cittadini si oppongono alla costruzione di un poligono di tiro e addestramento in una zona adibito al pascolo, vincendo la causa. La data di questa ribellione segna l’inizio di un’attività artistica che diventa una singolare caratteristica del comune di Orgosolo: i muri degli edifici del paese negli anni si riempiono di murales, realizzati da artisti locali e provenienti da altre parti d’Italia, raffiguranti pezzi di storia, questioni politiche e vicende avvenute in loco. Ormai i murales sono più di 150 e sono il vero simbolo del paese che cerca di raccontare più storie attraverso le immagini, così da renderle più fruibili e durature.

Disegni e colori arricchiscono sia il sottobosco e i boschi che il bianco calcareo del Supramonte, l’altopiano montuoso di origine carsica che occupa l’area di cui fa parte anche Orgosolo, ricco di gole, spelonche e valli. Nonostante in questa zona l’acqua scarseggi, la flora e la fauna sono abbondanti. Il Supramonte, infatti, è in parte ricoperto da boschi di leccio, tasso e ginepro e da erbe endemiche ed è popolato da animali selvatici quali cinghiali, volpi, mufloni, ghiri e da numerosi rapaci che abitano le zone rocciose.

Una volta era possibile incontrare pastori con le loro greggi di ovini, oggi è facile imbattersi in appassionati di trekking o di speleologia e archeologia, nonché in turisti curiosi che non vogliono accontentarsi solo del meraviglioso mare delle coste e cercano la parte ancestrale della Sardegna, altrettanto bella e che merita di essere conosciuta.

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