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Posted on apr 7, 2013 in Borghi | 0 comments

La Pietra di Bismantova: una montagna che viene dagli abissi

La Pietra di Bismantova: una montagna che viene dagli abissi

Appare così, inaspettata, in mezzo a colli e monti, una sagoma squadrata, con gli angoli disegnati, un po’ impennata sulla sommità: è la pietra di Bismantova e il suo profilo inconsueto toglie il fiato. Sembra che un designer tra i più affermati abbia scelto di darle quella forma e che non sia invece il frutto del caso, del lavorio del tempo. Siamo nell’Appennino Reggiano, in una zona che offre paesaggi, memorie, luoghi che non possono lasciare indifferenti.

La pietra di Bismantova lascia a bocca aperta oggi e lasciava a bocca aperta anche nel passato. Proprio per la sua incredibile foggia è stata un punto di riferimento per tutti coloro che passavano da queste parti: uomini di chiesa, soldati, pastori, mercanti, pellegrini.

Fra i tanti che ne sono rimasti colpiti c’è anche Dante Alighieri che l’ha infilata in un verso nella Divina Commedia. Del resto la Pietra è un luogo che sembra fatto su misura per la sua opera più celebre, anzi pare proprio che l’abbia presa a modello per il Monte del Purgatorio. In ogni caso l’ha celebrata nel canto IV della seconda cantica del suo poema. Ecco i versi:

Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,

montasi su Bismantova e ‘n Cacume

con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;

La pietra è alta circa mille metri, lunga altrettanto e larga circa 240 metri. Quindici milioni di anni fa si trovava sotto il livello del mare. Il suo profilo ricorda quasi la prua di una nave ed è il risultato di fratture e dell’erosione che vanno avanti da intervalli temporali che l’uomo fatica a concepire.

Grazie a un sentiero è possibile salire su quello che ha l’aria di esserne la terrazza. Un tracciato facile, adatto a tutti, che non preclude la salita a chi non è allenato. Il percorso s’inoltra fra pareti strapiombanti, alberi, vegetazione bassa, e concede panorami mozzafiato che culminano una volta raggiunta la sommità. Da lì sembra possibile vedere tutti gli Appennini, quasi fossero a portata di mano. La cima è così piatta che un tempo era addirittura utilizzata come pascolo e per la coltivazione delle patate. Ci sono alberi e prati, però è come se li avessero stesi sopra dopo, come se li avessero assemblati in un secondo momento. Le pareti rocciose sono una vera manna per coloro che praticano alpinismo e arrampicata sportiva, rivelandosi una vera e propria palestra a cielo aperto che può essere sfruttata tutto l’anno.

Alla base del massiccio si trova la foresteria, ricavata da un antico edificio agricolo di origine seicentesca, le cui pareti inglobano un grande masso di arenarie.

Lungo il ciglio nord orientale, durante la dominazione longobarda e parte del medioevo, ciò che era un insediamento difensivo divenne un castello, luogo di governo di buona parte della valle del Secchia. Abbandonato dopo la costruzione della vicina rocca di Castelnovo ne’  Monti, il castello crollò in seguito alle frane staccatesi dalla vicina parete.

Una antica pieve si alzava alla sommità della Pietra. Intorno al 1225 fu costruito un nuovo edificio religioso alla base della parete sud-orientale. La chiesa attuale fu edificata nel 1617. Nella sagrestia sono conservati affreschi risalenti al XV secolo, fra questi si trova la Madonna di Bismantova a cui l’eremo è dedicato e verso la quale da secoli si svolge, a maggio, un pellegrinaggio molto sentito dalla popolazione del luogo.

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