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Posted on lug 11, 2013 in Bere | 0 comments

Barbaresco: nel cuore delle Langhe fra vini pregiati e torri antiche

Barbaresco: nel cuore delle Langhe fra vini pregiati e torri antiche

Nel nome del vino Nebbiolo sta racchiusa la storia della sua preparazione: le uve necessarie per produrlo vengono raccolte ad ottobre inoltrato, nella stagione delle nebbie. Ecco, dunque, che a conoscere la ragione dell’etimologia, quando lo si assapora è come se si riuscisse a vedere la nebbia che sale tra i vitigni, avvolgendoli e rarefacendo l’atmosfera.

A maggior ragione è evocativo il nome Prima nebbia, che la cantina Le rocche dei barbari ha dato al proprio Nebbiolo, le cui uve vengono raccolte, appunto, al sorgere delle prime nebbie.

La cantina si trova nel cuore di Barbaresco, piccolo paese delle Langhe celebre per l’omonimo vino, di cui Le rocche dei barbari produce ben tre variazioni, a seconda della diversa stagionatura.

Il Barbaresco 2006 ha un retrogusto che ricorda il ciliegio della botte in cui è stato conservato, il 2003 viene da un’annata particolarmente buona, molto secca, i cui benefici si ripercuotono sul sapore del vino, e il 1998 è il più sfaccettato nel gusto, data la più lunga conservazione nelle speciali botti della cantina, studiate in modo che siano molto traspiranti.

Ma se la vastità della scelta aumenta l’indecisione, non c’è da preoccuparsi: i gentili proprietari saranno felici di offrire una piacevole oasi enogastronomica, proponendo una degustazione guidata che dal Signor vino, frutto delle prime uve raccolte, transita dal Prima Nebbia, per poi approdare ai Barbareschi. La degustazione è accompagnata da assaggi di formaggio, alimento in assoluto più adatto per accompagnare questi vini, perché ne esalta ogni singola sfumatura, senza rischiare di appiattirle, come farebbero sapori più complessi.

Una volta assaggiate le bontà della cantina, non si può rinunciare a una passeggiata per le strade del paese, includendo una visita alla Torre, risalente alla fine dell’XI secolo. Già dai suoi piedi, la vista è mozzafiato: al di là dei profumosissimi cespugli di lavanda si dispiegano a perdita d’occhio vitigni perfetti nella loro simmetria, attraversati dal corso sinuoso e pacifico del Tanaro.

Il paese di Barbaresco, per l’ottima posizione e soprattutto per la fertilità delle terre, fu abitato e conteso sin dalla preistoria. Il nome viene dal romano “Barbarica Silva” dato che, quando i Romani si impossessarono del paese, era occupato dalla popolazione barbarica dei Liguri Stazielli.

Come gli Stazielli avevano dedicato il paese a Martiningen, divinità celtica della forza, così i Romani la consacrarono a Marte, dio della guerra.

Le rocche dei barbari
via Torino 62 – Barbaresco
Telefono: 0173 635138
E-mail: info@le-rocche-dei-barbari.com

di Margherita Restelli

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