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Posted on apr 8, 2013 in Designer | 0 comments

Ettore Sottsass: gli oggetti come rito esistenziale

Ettore Sottsass: gli oggetti come rito esistenziale

Il design italiano è ancora quello che più di tutti muove l’immaginario in questo campo. Uno dei protagonisti che ha reso celebra il made in Italy e la creatività italiana in questo ambito è senza dubbio Ettore Sottsass.

In verità Sottsass nasce in Austria, da genitori italiani. Dopo essersi trasferito in Italia, studia architettura al Politecnico di Torino e nel ’47 apre uno studio a Milano.

I suoi viaggi in India e negli Stati Uniti, in particolare nel periodo in cui si sviluppa la cultura Beat, avranno notevoli ripercussioni sul modo di concepire il suo universo creativo.

Nel ’58 inizia a collaborare con l’Olivetti, un’azienda che produce strumenti per la scrittura e il calcolo. Per la società piemontese disegna oggetti che rendono famoso il design italiano nel mondo. Nel ’59, con l’elaboratore elettronico Elea 9003, Sottsass vince il Compasso d’oro, il più autorevole premio italiano per il design.

In questi anni diventa una figura di riferimento del “Radical design”, un gruppo di progettisti che si oppone a un disegno troppo industrializzato e soggetto a logiche puramente funzionali.

Proprio per questo progetta oggetti capaci di istituire un rapporto più sensoriale e profondo con chi li utilizza. Nel ’69 disegna Valentina, una macchina da scrivere di plastica rossa, evidentemente ispirata alla pop art.

Nel ’72, a New York, propone Micro Environment, una casa costituita da un unico ambiente, arredata con mobili grigi in lana di vetro.

All’inizio degli anni ’80 Sottsass fonda Memphis, un gruppo di designer e architetti che esalta il valore simbolico degli oggetti. I mobili vengono pensati per l’emozione che evocano più che per la loro funzione. A questo periodo appartengono la lampada Svincolo e il tavolino Le strutture tremano.

La libreria Carlton, dell’81, è uno dei suoi progetti più famosi: una sorta di totem dai colori brillanti, organizzato come un castello di carte, sulla cui cima sembra delinearsi il volto di un robot.

L’approccio ironico di Carlton è evidente anche in Beverly e Casablanca, mobili obliqui e irregolari.

Nei suoi progetti come architetto Sottsass propone costruzioni da abitare e non da guardare, capaci di stabilire una relazione con l’ambiente in cui vengono inserite. Ne è un esempio Casa Wolf dell’86.

Di grande rilevanza è la sua collaborazione con Alessi, marchio di oggetti per la casa, per cui disegna utensili di grande raffinatezza.

 

 

 

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