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Posted on mag 9, 2013 in Borghi, Mare | 0 comments

Isola di Ponza: un approdo selvaggio in mezzo a acque cristalline

Isola di Ponza: un approdo selvaggio in mezzo a acque cristalline

Non lasciatevi ingannare dal fatto che non sia nominata quando si parla di isole più belle d’Italia, che non emerga quando si tratta di stilare classifiche o mettere stellette, Ponza, la maggiore dell’arcipelago che porta il suo nome, è un posto da favola.

L’arrivo al porto è uno dei più pittoreschi e sorprendenti che si possano immaginare. La configurazione, anche se modificata nel Settecento, porta chiari i segni della struttura romana. Numerose altre sono le tracce lasciate dagli eredi di Romolo e Remo. La più spettacolare, probabilmente, è rappresentata dalle Grotte di Pilato, raggiungibili solo via mare. Si tratta di un sofisticato vivaio ittico, costituito da cinque vasche di cui una solo esterna e le altre scavate nella roccia. Le piscine si trovano in corrispondenza di un’enorme villa di epoca augustea e vi venivano cresciute soprattutto le murene, pesce che i romani consideravano prelibato.

Il porto è il centro nevralgico dell’isola. Qui si affastellano case, edifici di epoche e funzioni diverse e si intrecciano stradine, scalette, passaggi e scorci inaspettati.

La zona portuale rappresenta il luogo di maggiore fermento dove si concentra il passeggio di ponzesi e visitatori. L’itinerario più battuto è quello che da piazza Pisacane conduce alla galleria romana di via Dante.

Il momento migliore per godersi questa porzione di Ponza è al tramonto, quando la luce si fa bassa dietro i contorni frastagliati, qua e là spuntano le prime luci, nelle case, per le strade, le persone si incuneano nel budello stretto fra i muri, chi torna dal mare, chi va a farsi l’aperitivo, le barche riposano tranquille in rada, una accanto alle altre, e in lontananza spicca qualche vela che torna da Ventotene o a da Palmarola.

A farla da padrone a Ponza è il mare. L’isola non possiede molte spiagge e la più celebre di tutte, Chiaia di Luna, è chiusa perché pericolosa. Questo non deve spaventare. Il mare di Ponza è straordinario e lo si deve vivere da dentro, con una barchetta. Va bene se presa in affitto da soli o, se non vi sentite troppo marinai, è perfetta anche una più grande di quelle che organizzano il periplo completo con un equipaggio vero e proprio.

L’importante è immergersi, prendere una maschera magari, e godersi i fondali vicino alle pareti strapiombanti, dove il gioco di luce e ombra crea colori irreali.

Non c’è bisogno di essere sub professionisti per avere il costante desiderio di perlustrare ciò che accade nelle profondità marine di Ponza. Le acque sono una continua scoperta, ma anche da fuori, vista dal mare, l’isola si presenta come un libro di geologia vivente dove è possibile scorgere faraglioni, grotte, rocce vulcaniche, scogli, piscine naturali.

L’isola è stretta e lunga è, al di là della zona del porto, si sono sviluppate altre piccole frazioni, come Giancos, dove le case si accatastano una sopra le altre seguendo il livello del terreno o Santa Maria, luogo in cui, secondo la leggenda, sarebbe nata la maga Circe.

Seguendo le strade che si alzano e si abbassano tra vigne, muretti, case-grotta, resti di torri difensive, scalinate infinite si può arrivare alla frazione I Conti, nella fascia centrale dell’Isola. Da qui è facile raggiungere una delle spiagge più celebri dell’isola, quella del Frontone.

Ponza offre molti altri elementi d’interesse: dai resti di un eremo a quelli di una fortezza voluta da papa Paolo III, fino ai ruderi di una miniera di bentonite, ormai dismessa.

Il 20 di giugno l’isola si trasforma per la festa patronale che celebra San Silverio.

Il paese all’alba viene svegliato dal rumore dei fuochi d’artificio e dalla musica della banda.

In tutte le famiglie ponzesi, sempre all’inizio del giorno, si preparano, da tradizione, le lasagne o la pasta al forno, da mangiare a pranzo dopo la messa solenne.

La processione è guidata dal vescovo, seguito da un barchetta colma di garofani dentro cui è adagiata la statua del santo.

Una processione di barche segue quella via terra e a un certo punto la statua viene caricata su una imbarcazione per un giro lungo le coste.

Dopo aver mangiato, bevuto e ballato, la giornata termina come è iniziata, con uno scenografico spettacolo di fuochi d’artificio sul mare.

 

 

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