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Posted on giu 1, 2013 in Borghi, Mare | 0 comments

Camogli: la città dei mille velieri

Camogli: la città dei mille velieri

Si dice che l’efficacia di un romanzo sia dovuta sì al suo autore e alla sua capacità di incantare chi legge, ma anche al lettore stesso, al suo grado di partecipazione, alle sue doti di ricostruzione di ciò che chi scrive evoca o lascia intendere tra le righe.

Succede così anche con le città – romanzi giganteschi e in continuo divenire. Chi le visita (le legge) deve mettere in moto la facoltà immaginativa e non accontentarsi di ciò che si trova di fronte. Le tracce del passato, i momenti di gloria o di decadenza, gli strappi architettonici, i mutamenti sociali sono rinvenibili qua e là o sono ricostruibili informandosi e facendo volare un poco la fantasia.

Prendiamo Camogli, Liguria di Levante, il borgo marinaro che insieme a San Fruttuoso e Portofino costituisce la triangolazione più affascinante del Golfo del Paradiso.

Ecco, innescate la miccia e immaginate quello che oggi è un tranquillo porticciolo, agli inizi dell’Ottocento. Riempite questo tratto di mare con velieri mercantili imponenti, con attività febbrili di carico e scarico, con gruppi di uomini che contrattano, con marinai pronti a salpare verso le principali rotte del mondo, il corredo di rumori e odori che tutte queste attività portano con sé.

La vocazione marinara di Camogli risale all’epoca medievale. La conformazione del golfo, infatti, garantiva un buon riparo per le barche. Verso gli inizi del XI secolo gli abitanti individuarono nel promontorio che si allungava in acqua il luogo adatto a costruire Castel Dragone, fortezza difensiva e spazio dove si tenevano le principali riunioni cittadine.

A guardarla dal mare, Camogli si presenta come un ammasso di palazzi dai colori vivaci, qua è là decorati da trompe-l’oeil. Fino agli inizi del Novecento, le abitazioni arrivavano quasi fin dentro il mare e solo da lì in poi si decise di abbatterne qualcuna per creare una sorta di lungomare e per allargare il poco di spiaggia a disposizione.

Insieme alla vocazione marinara, il borgo intraprese l’altra che, a tutti gli effetti, la caratterizza fino a oggi, la villeggiatura.

I primi a frequentarla furono gli artisti, i poeti e i filosofi come Friedrich Nietzsche che, ospite in uno dei minuscoli borghi arrampicati sui crinali, scrisse una delle sue opere.

Un tempo, presso il mulino, oggi diventato un’osteria, si macinava il sale per conservare le acciughe, ancora oggi uno dei piatti tipici della zona, così come la focaccia e le torte salate.

Una volta lasciati gli stretti carruggi del centro e raggiunto l’ancora più piccolo abitato di San Rocco, si incrocia il sentiero di circa mille gradini che porta a Punta Chiappa. Lungo il percorso si trova la chiesa di San Nicolò di Capodimonte, di origini antichissime. Non distante è stata sistemata un’edicola che conserva l’effigie della Madonna Stella Maris, a cui gli abitanti della zona sono devoti da oltre sedici secoli, dato che la si ritiene protettrice dei marinai, abituati a invocarla durante tempeste o bonaccia. In suo onore la prima domenica di agosto si celebra una delle feste più suggestive di Camogli. Una processione di barche, bardate a festa, si dirige verso Punta Chiappa. Con l’arrivo delle tenebre dalle barche vengono lasciati andare in mare migliaia di lumini accesi che, galleggiando sulle onde, offrono uno spettacolo di autentica magia.

L’altra grande festività organizzata a Camogli è la Sagra del Pesce, organizzata la seconda domenica di maggio, nella scenografia del porticciolo. Simbolo della manifestazione è la gigantesca padella (4 metri di diametro e sei metri di lunghezza il manico) nella quale viene preparata senza soluzione di continuità una frittura di pesce che, in un solo giorno, consuma 3 tonnellate di pesce fresco e 3.000 litri di olio.

La sera della vigilia, sulla spiaggia viene dato fuoco a sculture in legno dalle forme più bizzarre, costruite dai camogliesi con vecchi mobili, barche rotte, roba da buttare.

L’incendio regala alle facciate delle case vicine bagliori inestricabili che rendono l’esperienza immancabile.

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