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Posted on mag 7, 2013 in Borghi | 1 comment

Borgo d’Asolo: la città dei cento orizzonti

Borgo d’Asolo: la città dei cento orizzonti

Robert Browning, poeta inglese di metà Ottocento, intitolò la sua ultima opera Asolando. Si tratta di un neologismo che combinava il nome del borgo veneto in cui aveva scelto di ambientare alcuni dei suoi poemi, e dove aveva vissuto un po’ prima di morire, e la parola “asolare”, che letteralmente significa “andare a prendere un po’ d’aria, divertirsi all’aria aperta”.

Con un ulteriore gioco di parole si potrebbe sostituire la A iniziale con la I e ottenere Isolando che, forse, renderebbe altrettanto bene lo spirito di questo borgo, incassato tra i verdi colli del trevigiano, solitario, ma prossimo ai grandi centri, appartato eppure distinguibile grazie alla linea della rocca che s’impone alla vista anche da lontano.

A rimanere affascinato di Asolo non fu solo Browning. C’è un elenco di nomi famosi che ne celebra l’incantesimo: Palladio, Canova, Hemingway, Eleonora Duse. Quest’ultima veniva a riposarsi dalle sue fatiche da palcoscenico o dalle sofferenze d’amore patite a causa della burrascosa storia d’amore con Gabriele D’Annunzio. La “divina” amò così tanto il borgo che scelse anche di esservi seppellita.

Ma cosa ha di speciale Asolo da attirare tanta meraviglia e la passione di un così alto numero di artisti?

A dominare il paese si trova la rocca che emerge bianca sul Monte Ricco, in mezzo alla vegetazione rigogliosa. Notevole è la passeggiata che costeggia le mura e che conduce alla fortezza. I panorami che si aprono sui colli circostanti spiegano perché Asolo sia stata definita la “città dei cento orizzonti”.

La rocca ha origine antichissime, è passata di dominazione in dominazione, ha subito l’onta dell’abbandono, ma dal 1994 è di nuovo vivibile e fra le sue mura e dai camminamenti si possono respirare storie e leggende d’altri tempi.

Il cuore della cittadina che sta ai piedi della rocca è piazza Garibaldi con la fontana decorata dall’immancabile leone di San Marco, che sta lì a dimostrare fino a dove si siano spinti i confini della Serenissima.

Dalla piazza si può raggiungere il Castello, che faceva da contraltare alla rocca e che, a partire dal 1489, è stato residenza della corte di Caterina Cornaro, regina in esilio di Cipro. Qui Pietro Bembo, grande umanista, scrisse gli Asolani, un dialogo sull’amore, stampato da Aldo Manuzio, considerato il primo editore moderno. Del complesso originario rimangono parte della cinta muraria, la Torre dell’Orologio e la Torre mozza detta Reata.

Poco distante la facciata di Palazzo della Ragione è riconoscibile per un affresco di Giovanni Contarini.

Notevole è la vicina collegiata, al cui interno di possono trovare opere di Lorenzo Lotto e del Bassano. Si tratta di artisti che, insieme a Bellini, Giorgione e Cima da Conegliano, hanno inserito sullo sfondo di alcune delle loro opere paesaggi collinari costellati di mura merlate e di città turrite, emblema di un mondo e di un sistema che governava individui e territorio, e che sembrano derivare dai panorami ancora oggi regalati da Asolo.

Se si percorre via Regina Cornaro, arteria principe del minuscolo centro, si viene proiettati in pieno Quattrocento. Lungo lo stretto percorso, costeggiato da portici, si affacciano palazzi dove, di tanto in tanto, è possibile scorgere affreschi e finestre bifore.

Tutto il borgo offre scorci favolosi, angoli di genuinità, stradine in cui perdersi e ritrovarsi e, come è giusto che sia, è ricco di cantine, trattorie, bar, ristoranti dove fermarsi per godere dei molti prodotti enogastronomici del territorio.

Asolo si trova nel circuito nazionale delle Città Del Vino e ogni anno ad agosto si svolge la manifestazione “Calici di Stelle”. Sui suoi colli si produce il vino DOC Montello e Colli Asolani.

In base alla stagione in cui si sceglie di fare una visitare si troveranno piatti diversi come le sarde in saor, i bigoli in salsa, le zuppe di funghi alla pasta e fagioli, i risotti con il radicchio di Treviso o gli asparagi bianchi di Bassano.

Non resta quindi che lasciarsi andare e partire per verificare sulla propria pelle cosa significhi davvero il tanto celebrato termine Asolando.

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