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Posted on apr 26, 2013 in Artisti, Mostre | 0 comments

Luigi Ghirri: il reale sospeso. Al Maxxi un’antologica del grande fotografo italiano

Luigi Ghirri: il reale sospeso. Al Maxxi un’antologica del grande fotografo italiano

Le fotografie di Luigi Ghirri hanno la forza, che appartiene solo ai grandi artisti, di rivelarci il mondo sotto una nuova veste, non più ripetendone la superficie, ma attraversandola. Paradossale a prima vista, dato che la fotografia sembrerebbe costretta dentro la forma bidimensionale. Eppure gli scatti di Ghirri hanno la capacità di porre lo sguardo su elementi che ci passano sotto il naso e a cui non badiamo, per farceli vedere sotto un nuovo punto di vista e rendendoli icone del quotidiano.

Ghirri ha interpretato la fotografia in modo concettuale, pensandola, riflettendo sugli oggetti e sul senso stesso del fare immagini, prima di fare clic. Lo stesso fotografo parla di “scoprire e costruire immagini che siano nuove possibilità di percezione”, un manifesto abbastanza limpido.

Prendiamo i paesaggi, uno dei soggetti per cui è divenuto celebre. Bene, qui il mondo si fa essenziale, atmosferico, perde consistenza, si va a delineare più per quello che gli viene tolto, che non per ciò di cui è ricco.

I panorami si svuotano, gli elementi si fanno vacui, minimali, sorprendono la realtà sulla soglia: i cancelli che si aprono sul nulla, le strade senza fine, i filari di alberi assediati dalla nebbia, rogge che tagliano in due i campi e rendono il reale astratto, geometria allo stato naturale.

Famosi sono il suo album dedicato all’Emilia Romagna, una celebrazione dei luoghi della regione in cui è nato, e la collaborazione con lo scrittore Gianni Celati, pure lui amante e indagatore di queste zone, che insieme hanno dato vita al progetto Il profilo delle nuvole. Qui il tono sospeso delle fotografie si ciba di scenari che di solito sono carichi di persone e cose e che al contrario si smaterializzano, divengono puro fenomeno, vaghezza.

Interessanti sono poi le cosiddette icone, opere in cui Ghirri indaga vetrine, pubblicità, immagini di immagini, cartoline e quadri che interagiscono con la realtà.

Le architetture dentro il suo obiettivo sono linee più che altro, segni dove la presenza dell’uomo è appena percepibile e a prevalere sono il senso di abbandono e l’indifferenza. Edifici, palazzi, case, chiese a cui Ghirri con il pudore della scoperta e la massima delicatezza cerca di ridonare affetto prima che un ruolo e un posto fisico nel mondo.

Dal 24 aprile al 27 ottobre il MAXXI di Roma dedica all’opera di Luigi Ghirri, una personale intitolata Pensare per immagini.

La mostra è organizzata in tre sezioni tematiche – Icone, Paesaggi, Architetture. Insieme alle fotografie sono presentati anche i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati, le riviste, le cartoline illustrate e le fotografie anonime che Ghirri collezionava, una selezione di libri tratti dalla biblioteca personale, le copertine dei dischi che testimoniano l’interesse il suo amore per la musica e il rapporto con musicisti come i CCCP e Lucio Dalla. I curatori della mostra sono Francesca Fabiani, Laura Gasparini, Giuliano Sergio.

L’immagine di copertina è di Luigi Ghirri, Versailles, 1985. Courtesy Fototeca Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia, Eredi Ghirri.

Se volete accompagnare la visione dei suoi scatti potete ascoltare: Lucio Dalla – Qui dove il mare luccica

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