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Posted on apr 17, 2013 in Borghi | 0 comments

Villa di Tiberio a Sperlonga: tra grotte, miti omerici e mare cristallino

Villa di Tiberio a Sperlonga: tra grotte, miti omerici e mare cristallino

Sperlonga è un borgo del Lazio in provincia di Latina, abbarbicato sul mare da dove, nelle giornate limpide, è possibile scorgere i contorni delle isole Pontine. La cittadina è prevalentemente costituita da case bianche, di calce, strette l’una all’altra e perforate da viuzze e scale che si inerpicano dentro il tessuto antico, fra profumi che vengono dalle cucine e scorci incantevoli, sospesi tra cielo e acqua.

Uno dei modi migliori per conoscere Sperlonga è farsi guidare dall’istinto. Perdersi, lasciarsi andare. Se scorgete un dettaglio là, appeso fuori dalla finestra, abbandonatevi, raggiungetelo.

Meandri, salite, passaggi che paiono cunicoli: per conoscere Sperlonga si fa fatica, ma c’è un motivo ben preciso. Far nascere un abitato su uno sperone, così come dotarlo di vicoli minuscoli e lunghe scalinate serviva a tenere lontani, per quanto possibile, i pirati che infestavano il Tirreno.

La struttura del borgo è tipicamente medievale, ma il senso di sovrapposizione è ancora più accentuato. Le case si incastrano una nell’altra dando un’impressione di continuità sorprendente, come un cubo di Rubik architettonico.

Ovviamente, per scongiurare il pericolo, non potevano mancare le torri di avvistamento. Ne sono sopravvissute  tre: Torre Truglia, Torre Capovento, Torre del Nibbio.

A dire il vero tutte queste precauzioni contro gli attacchi dal mare non servirono a molto. Nel 1534 il famigerato Khair- al Din, proveniente dall’Algeria, conquistò e saccheggiò Sperlonga, praticamente radendola al suolo. A quanto pare le ragazzine e le giovani donne vennero mandate nell’Harem del sultano.

La tranquillità, il mare cristallino, il paesaggio, la purezza dei colori conquistarono già i nobili romani che vennero a costruirci le loro ville. La più celebre è quella dell’imperatore Tiberio. Il palazzo inglobava anche un’ampia grotta, decorata con mosaici, marmi e statue che celebravano le gesta di Odisseo. Esternamente è ancora visibile una vasca rettangolare dove probabilmente sorgeva il triclinio imperiale. Tiberio visse qui fino al 26 d.C. quando una frana quasi lo uccise e lo spinse a scegliere come rifugio l’isola di Capri.

Accanto alla grotta si trova un bel museo archeologico. Meritano di essere visti i gruppi scultorei della villa che raccontano alcuni dei più importanti episodi del capolavoro di Omero. Le statue furono fatte a brandelli in epoca paleocristiana e ricostruite con notevole pazienza dagli archeologi, dopo il 1957, quando le scoprirono sotto vegetazione e terra smossa.

I gruppi scultorei riportano scene celebri dell’epopea omerica come l’accecamento di Polifemo e l’assalto di Scilla alla nave di Ulisse. Quest’ultimo rivela una capacità di rappresentazione del momento drammatico sorprendente. Si nota il groviglio di uomini avvolti nelle spire di Scilla, un mostro per metà pesce e per metà donna. Chi è braccato cerca di divincolarsi, mentre il timoniere è ancora aggrappato alla nave, ma ancora per poco, date che le gambe sono già sollevate in aria.

La riscoperta Sperlonga, dopo anni e anni  di malinconico silenzio, è dovuta all’apertura della litoranea Terracina-Gaeta, verso la fine degli anni ‘60. Da lì in avanti la città si è organizzata e, oltre all’aspetto storico artistico, ora sa offrire ospitalità e un mare incantevole, dove, incredibile a dirsi, è possibile scorgere sul fondale sabbioso le telline, molluschi ormai piuttosto rari.

Se passate di qui, lungo le spiagge, il mattino presto, all’inizio non capirete cosa facciano alcuni signori e signore locali, immersi nell’acqua fino alla vita, mentre scrutano l’acqua del mare. Cercano le telline, visibili a occhio nudo come altri pesci dalle striature color argento e nero.

Roma non è lontana, giusto un centinaio di chilometri. Per cui la riscoperta di Sperlonga fu sostenuta anche da personaggi famosi come Raf Vallone, che invitò  altra gente famosa tra cui Marlene Dietrich, Arthur Miller e Albert Camus.

Un luogo pieno di fascino, amato da pittori e artisti che lo scelgono per la luce e le numerose storie da cui poter prendere ispirazione.

Il viaggiatore potrà godersi scorci spettacolari, un mare sorprendentemente pulito, cucina ottima, in cui il pesce la fa da padrone con specialità come le zuppe: di sarde, di pesce alla sperlongana, di fagioli, marinata. Ma favolosa è anche la mozzarella di bufala prodotta in zona, accompagnata da pomodori ciliegino e San Marzano, rucola e basilico.

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