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Posted on giu 3, 2013 in Mostre | 0 comments

Zavattini e i maestri del Novecento. A tutti i pittori ho chiesto l’autoritratto

Zavattini e i maestri del Novecento. A tutti i pittori ho chiesto l’autoritratto

A Milano, tra le sale della Pinacoteca di Brera, fino all’8 settembre 2013, si sentirà il sottofondo di una voce impetuosa e allegra giungere da qualche parte.

È la voce di Cesare Zavattini, il maestro della sceneggiatura, e viene da uno schermo che introduce a una mostra temporanea del tutto eccezionale: una selezione estratta dalla sua collezione di 1400 autoritratti.

Zavattini, infatti, usava commissionare agli artisti suoi contemporanei un autoritratto che misurasse otto centimetri per dieci. Nel video che introduce alla mostra, si vede lo sceneggiatore nella stanza deputata a raccogliere tutti i ritratti: le pareti sono riempite in modo fittissimo, le cornici sono quasi tutte uguali, eppure contengono colori, stili e forme diversissimi tra loro.
Lucio Fontana, ad esempio, si ritrae con uno dei suoi celebri tagli, seppur in miniatura.
Plessi dipinge un rubinetto al posto del proprio naso e scrive, vicino alla firma: “Scherzo per un poeta!”
Dino Buzzati allega al proprio quadro una lettera in cui definisce il suo un “tentativo di autoritratto: è la prima volta che provo a raffigurare me stesso”.
Afro partecipa alla collezione con un autoritratto che “mi rappresenti nel modo in cui sono conosciuto”, seppur riducendo nettamente le dimensioni abituali dell’opera: “può darsi che mi farà bene passare dal grandissimo al piccolissimo”.

Anche un giovanissimo Tullio Pericoli offre il proprio autoritratto a Zavattini, concludendo la lettera in allegato con un post scriptum: “So attendere”. Pericoli, infatti, non era che agli albori della propria carriera di disegnatore, e cercava il beneplacito di un amante della pittura.

Zavattini risponde a Pericoli dopo solo due giorni, e lo invita a casa sua. Pericoli racconta di essersi sentito al centro del mondo quando, salito sul taxi e dato l’indirizzo all’autista, ha ricevuto la risposta emozionata: “Ma lei… va da Zavattini!”.

In occasione di un’intervista durante la quale si è ritrovato di fronte al proprio autoritratto decenni dopo, Pericoli si è accorto di una cosa sconcertante: per come ha disegnato le mani che stringono il volto, non possono essere le sue! La posa sarebbe innaturale, coi pollici al contrario: devono essere le mani di un altro. “Forse si augurava che fossero le mani di Zavattini”, suggerisce l’intervistatore scherzoso, “per darle la loro benedizione”.

Tra gli autoritratti collezionati da Zavattini, tutti catalogati con molta cura in un registro, c’è anche quello di Renato Birolli: “ho messo al microscopio le mie ambizioni in un 5×7”.

È emozionante scorrere le lettere allegate ai ritratti, al fondo delle quali spiccano le notissime firme degli artisti che le hanno scritte.

Tra le altre c’è quella di Aldo Carpi, che confessa di aver tenuto per sé il primo autoritrattino, siccome gli piaceva troppo. “Proverò a farne un altro, non so se a colori: quando si dipinge non sempre si può fare ciò che si vuole”.

Fausto Melotti, dopo la firma, appone un post scriptum, riferendosi ai vari autoritratti tra cui chiedeva a Zavattini di scegliere il preferito: “Naturalmente puoi buttare tutti quei signori nel cestino”.

Nell’intervista/documentario riprodotta a ripetizione all’ingresso della mostra, l’eccentricità di Zavattini è raccontata da immagini bellissime: in alcune passeggia con una cornice, desideroso di “inquadrare la realtà”, in altre è alle prese con la dettatura di una sceneggiatura e, infervorato interprete di tutti i ruoli, a un certo punto specifica alla segretaria: “Lui dice: sei gelosa! Gelosaaa… Metta otto a!”

A chi gli chiede qual è il suo rapporto con la pittura, Zavattini risponde che, proprio come la scrittura, è una cosa cominciata per caso, “con la differenza che io mi comporto con la pittura come un campione di sollevamento pesi che si allena col pensiero!”

A conclusione della mostra, trionfa un grande autoritratto di Zavattini: è in piedi, di profilo, che contempla la sua collezione.

Pinacoteca di Brera
via Brera, 28 – Milano
“A tutti i pittori ho chiesto l’autoritratto. Zavattini e i maestri del ‘900”
Mostra a cura di Marina Gargiulo
7 maggio – 8 settembre 2013
orari: 8.30 – 19.15 da martedì a domenica
(la biglietteria chiude alle 18.40)

Biglietti:
intero € 10 (Pinacoteca + mostra)
ridotto € 7 (Pinacoteca + mostra)abbonamento per la Pinacoteca e le mostre: € 22 (valido fino a dicembre 2013)

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