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Posted on mag 14, 2013 in Mostre | 0 comments

Mario Nanni, Luce all’opera: una personale di un maestro dell’intangibile

Mario Nanni, Luce all’opera: una personale di un maestro dell’intangibile

Villa Panza, a poca distanza dal centro di Varese, oltre al suo vasto parco e alla collezione permanente, offre fino al prossimo 2 giugno la mostra temporanea di Mario Nanni: Luce all’opera.

Con la sua arte, Nanni cerca di coniugare la passione di ridare vita a oggetti in disuso con la sfida quotidiana di dare risposte a domande impossibili.

In questa operazione, la luce non è sfruttata come mezzo o mero oggetto, ma è vista come linguaggio primitivo, che viene prima dell’azione e ne è fondamento.

La luce offre all’artista – e in un secondo momento allo spettatore – l’occasione di godere allo stesso tempo dell’immediatezza dell’emozione e della profondità del senso: perché fare arte? Per scolpire la luce, per rendere tangibile l’intangibile.

A dimostrazione del desiderio di considerare la luce materia concreta e non entità astratta, tra i materiali elencati nelle targhette delle opere essa è sempre presente. Non “vetro e filo metallico”: “luce”.

Oggetto d’interesse, infatti, non è la scomposizione dei materiali che rendono possibile il processo elettrico: al centro c’è l’atto di illuminare o essere illuminati in sé.

La didascalia della prima delle opere esposte inneggia in particolare all’atto di illuminare la casa, rendendola familiare:

La infilo, la giro, apro,

entro. La piccola leva è sempre

lì che mi aspetta.

Accendo la mia lampadina.

La mia anima è in casa.

La lampadina a incandescenza è molto importante nel lavoro di Nanni e nella sua filosofia artistica, tanto che sul suo sito propone un appello:

“Vi chiediamo di aiutarci a capire, a raccogliere dati e informazioni attendibili, a studiare con noi il sistema per salvaguardare quello che non è solo uno strumento d’uso quotidiano, ma anche un perfetto oggetto di design, completo e finito nella sua essenza, rimasto tale e quale dal giorno in cui è stato inventato e prodotto”.

Non vi è alcun desiderio di bloccare la tecnologia, spiega Nanni, ma in parallelo non si deve discriminare la storia.

Un’altra delle opere esposte a Villa Panza è Il respiro della luce, un filo illuminato che taglia la stanza in diagonale, da terra al soffitto. Alle sue spalle, uno specchio ovale moltiplica l’effetto luminoso: la luce vive del suo stesso riflesso.

L’incontro verticale e L’incontro orizzontale sono posati ciascuno su una finestra, come fossero giganteschi binocoli. La luce artificiale di cui sono illuminati e la luce proveniente dall’esterno si fondono e si amplificano a vicenda. Nanni sottolinea la funzione di binocolo delle due opere: attraverso l’incontro tra luce naturale e artificiale, tutto si illumina di luce nuova, rendendo possibile guardare là dove si era solo visto.

L’origine è composta da due esili monoliti, che rappresentano l’uomo e la donna. Il monolite uomo è illuminato di una luce bianca pulsante, che rappresenta il suo pensiero impotente, quello della donna da una luce rossa calda e sempre accesa. L’uomo e la donna sono saldamente ancorati a uno specchio che li moltiplica all’infinito, eternamente paralleli. Nessun contatto, ma un legame saldo, stabilito dalla luce.

La stanza successiva è buia, quasi si teme ad entrare. Poi, d’improvviso, ci si scopre spettatori di un’eclissi al contrario: un cerchio nero si stacca dalla parete, svelando per un momento la luce di un cerchio dal rosso tenue – il sole.

L’opera si intitola Apollo lucente e si prefigge, attraverso il riferimento al mito del sole rubato, di incarnare il ciclo perpetuo di alba e tramonto.

Un’intera sala è dedicata al ciclo Velocità, di cui fanno parte Velocità – auto e Velocità – sole. La prima opera consiste di un cerchio di luce rossa, il cui spostamento è scomposto nei singoli istanti che lo costituiscono, come in una fotografia in movimento. L’opera esalta il tratto imprendibile tipico della velocità dell’auto.

Velocità – sole, invece, ritrae cerchi di luce gialla sempre più schiacciati, che rappresentano il ciclo del sole in ciascuna delle sue fasi. A conclusione del ciclo, una linea di neon: il sole al tramonto, quando si adagia e si riposa.

Ultima delle opere di Nanni è Infinitamente mia 7, in cui sette lenti scompongono e moltiplicano all’infinito non solo la lampadina dietro di loro, ma anche gli elementi del parco visibili dalla finestra.

Ancora una volta, l’artista offre un binocolo attraverso cui riguardare cose già viste, scoprendole – letteralmente – illuminate di una luce nuova.

Mario Nanni – Luce all’opera

Villa Panza

piazza Litta 1, Varese

dal 14 marzo al 2 giugno 2013,  sito dell’artista: www.marionanni.com

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