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Posted on Apr 1, 2013 in Borghi | 0 comments

Castelfranco e Giorgione: la città e il suo genio

Castelfranco e Giorgione: la città e il suo genio

Castelfranco è una città murata, in provincia di Treviso. Ha un castello proprio al centro della città. Praticamente le mura che racchiudono l’abitato sono quelle del castello. Ciò che rende famosa questa cittadina, oltre all’aria di una volta, con le vecchiette che vanno a fare la spesa al mercato e i portici con qualche negozietto di una volta, è il fatto di aver dato i natali a Giorgione, uno degli artisti italiani più celebri, il più enigmatico. Per cercare le sue tracce basta entrata al Duomo dove si trova la sua “Pala di Castelfranco”.

Su Giorgione non si sa quasi nulla. Ad esempio, è nato nel 1477 o un anno dopo? Alcune notizie ci vengono dal Vasari, ma il biografo di artisti più celebre di sempre non è da considerare troppo affidabile. Di sicuro c’è che come molti pittori dell’entroterra a un certo punto si trasferisce a Venezia ed è probabile che lì impari l’arte nella bottega di Bellini, il più importante pittore del tempo. In laguna Giorgione inizia a frequentare i giri giusti, circoli nobili e colti, una cerchia ristretta di intellettuali e famiglie patrizie che usano un linguaggio simbolico per iniziati. Giorgione lo fa suo anche per motivi strategici. Sono questi infatti gli stessi che gli commissionano le opere, opere che proprio perché intrise di significati simbolici spesso risultano misteriose e di difficile decifrazione, almeno ai nostri occhi. Prendiamo il suo quadro più celebre “La Tempesta”. Una piccola tela dai meravigliosi colori sfumati, con una donna che allatta, un uomo che la guarda e sullo sfondo la natura selvaggia e una cittadina murata che potrebbe essere Castelfranco. Avete presente quante interpretazioni hanno dato di questo quadro? Impossibile contarle. Ci hanno provato tutti, e la cosa incredibile è che non ce n’è una che è simile a un’altra. Qualcuno propende per una descrizione mitologica, altri per una personificazione astratta, altri ancora ne danno una interpretazione esoterica. La tela va vista prima di tutto e per farlo bisogna entrare alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Davanti all’opera, forse prima di trarne qualche  interpretazione conviene portare via una sensazione, , osservare la composizione, l’armonia dei colori, la percezione del tempo passato da quando Giorgione l’ha terminata, un elemento che è sembro bello da tenere presente, ogni volta che si è davanti a un’opera d’arte che ci colpisce. A Castelfranco potrete godervi splendidi momenti di relax, magari seduti al tavolo di un bar, gustandovi uno spritz e facendo due “ciacole” con le persone del luogo.

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