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Posted on mar 28, 2013 in Milano | 0 comments

Naviglio Martesana: da Milano ai luoghi leonardeschi

Naviglio Martesana: da Milano ai luoghi leonardeschi

Che fino a 80 anni fa circa Milano fosse una sorta di città d’acqua è una notizia condivisa. Era infatti attraversata da un reticolo di vie d’acqua, detti navigli, che la collegavano con buona parte della Lombardia. Oggi si sono salvati solo alcuni angoli e i più famosi sono quelli pieni di locali dove si va la sera a mangiare e bere una birra con gli amici.

I navigli sono un sistema di comunicazione antichissimo e in base alla loro posizione o destinazione prendono nomi diversi. Fra questi il naviglio Martesana è quello che collega Milano con il fiume Adda ed è lungo più o meno 40 chilometri. Volendo lo si può seguire a piedi o in bici fino alla sua origine. Si può arrivare, ad esempio, fino a Vaprio d’Adda, dove ha abitato anche Leonardo da Vinci. Qui il grande genio è stato ospite delle famiglia Melzi  e Francesco Melzi è diventato suo allievo a partire dal 1506. I ben informati dicono che i due non sono stati solo maestro e allievo e che la loro fosse più di un’amicizia. Del resto si è sempre voluto cogliere soltanto il lato intellettuale di Leonardo, ma era un uomo e quindi pure lui aveva i suoi desideri. Qualunque fosse il suo orientamento sessuale, di certo Leonardo non era la persona asessuata e casta che ci hanno fatto credere. Ci sono dei disegni erotici piuttosto eloquenti a riguardo. Sia quel sia, Francesco Melzi ha ereditato molti dei disegni del maestro fiorentino e, probabilmente, anche quelli dove ha realizzato gli studi idraulici usati anche sul corso del Naviglio Martesana. Leonardo si è occupato soprattutto di come consentire la navigazione su tratti con dislivelli diversi. Molti dei suoi schizzi riguardano i portelli per diminuire o aumentare la portata dell’acqua.

Il naviglio è costeggiato da una strada sterrata che serviva per trascinare la merce contro corrente. Si attaccavano le imbarcazioni agli animali da soma e in questo modo si potevano rimorchiare in qualsiasi direzione. Sui barconi veniva trasportato di tutto, dai materiali edili al cibo. I barconi arrivavano nel centro di Milano fino alla cerchia interna dei navigli. Dai disegni e dalle foto color seppia si capisce che si trattava di un cerchio d’acqua che cingeva la città e che permetteva di trasferire e ricevere la merce da tutta la Lombardia. A Milano questa rete di canali è esistita fino 1930, poi è stata interrata: la modernità esigeva altri trasporti e altri ritmi.

A Vaprio d’Adda, vicino alla villa che ha ospitato Leonardo, è stata da poco restaurata la casa del custode delle acque. La costruzione risale alla metà del 1500. A cosa serviva? Basta osservare dove si trova per avere una risposta. L’edificio cresce proprio tra il fiume Adda e il naviglio, in posizione strategica. La casa aveva lo scopo di controllare il flusso di merci e di viaggiatori che passava di lì. Faceva da stazione di posta, locanda e casello daziario. Praticamente ci si fermava qua per riposarsi, per mangiare e per pagare le tasse sulle merci. Il custode delle acque gestiva questo luogo che smistava persone e mercanzie. Ci sono famosi quadri di grandi pittori di paesaggi, come Bellotto e Vanvitelli che hanno riprodotto quest’angolo di mondo con risultati notevoli. Molti pittori dell’epoca, Canaletto ad esempio, si possono considerare dei fotografi ante litteram. Per ottenere dei quadri così precisi usavano infatti la camera oscura, un dispositivo ottico che è stato alla base della tecnica fotografia e che permetteva di ottenere disegni molto precisi.

In primavera il naviglio, in alcuni tratti è navigabile, e permette di godersi paesaggi, natura incontaminata e luoghi ricchi di fascino.

La prossima volta magari ne parliamo più approfonditamente.

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