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Posted on lug 29, 2013 in Borghi | 0 comments

Rocca di Gradara: i trabocchetti della storia

Rocca di Gradara: i trabocchetti della storia

Anche chi non si intende di storia avrà sentito nominare i Malatesta, gli Sforza, i Della Rovere, i Medici e i Borgia. Questi potenti casati si sono fatti la guerra per secoli, tramandando conflitti di generazione in generazione e consumando delitti e passioni, non facendosi mancare intrighi e sotterfugi. Ma sembra ci sia un elemento che li accomuna: il castello di Gradara, uno dei più affascinanti d’Italia, situato al confine tra Marche e Romagna, su un colle che domina la valle, dove la vista si spinge fino all’Adriatico.

Chiudete gli occhi e immaginate un castello medievale nato come fortezza militare e trasformatosi con il tempo in dimora nobile. Gradara è uno dei castelli meglio conservati e una attenta ristrutturazione lo rende un perfetto esempio di fortezza medievale.

Il castello si vede anche in lontananza e si presenta rialzato e accerchiato da un insieme di mura e torri che danno, a chi lo osserva, l’impressione di essere finiti in un romanzo storico o in una ricostruzione cinematografica.

La struttura è circondata da doppie mura in laterizio con camminamenti di ronda, intervallate da torri a pianta quadrata e arricchite da merlature e feritoie. Dall’alto dei sue torrioni lo scenario si presenta vasto e si può immaginare cosa pensasse chi si apprestava a un assedio, la paura che doveva provare, dato che il castello emergeva potente anche a notevole distanza.

Fra i tanti che, invano, tentarono di prendere la fortezza c’è anche Federico da Montefeltro.

All’interno delle possenti mura, attraversato il ponte levatoio, si sviluppa la corte, dominata dalla rocca. L’edificio nacque sulla base di un’antica costruzione appartenuta ad alcuni signori di Pesaro, ma, nel XII secolo, furono i Malatesta, la stirpe che dominò a lungo la Romagna, ad ampliarla e a renderla una roccaforte grandiosa.

Nel mastio, la torre principale, si trova la Sala delle Torture, mentre al piano superiore sono collocate le stanze, tutte intitolate ad alcuni dei personaggi che furono protagonisti della storia del castello. Tra questi, ad esempio, il salone di Sigismondo e Isotta, il camerino di Lucrezia Borgia e la camera di Francesca, oltre ai salotti, alla cappella e alla sala del corpo di guardia. Gli ambienti visitabili sono tutti arredati e allestiti in modo completo, con letti a baldacchino, mobili. Le pareti sono dipinte con fastosi affreschi raffiguranti personaggi mitologici e classici.

Nella corte è stato ricavato il Museo Storico in cui sono conservati orologi solari, attrezzi e macchinari per le torture, armi e attrezzi agricoli, tutti originali e ben conservati e di grande interesse storico. Attraverso il museo si può accedere a uno dei luoghi più misteriosi del castello, ovvero “Le grotte”, una serie di cunicoli di cui non si conoscono l’uso e il motivo della costruzione.

Al castello di Gradara sono accaduti fatti noti e curiosi. Ad esempio è questa l’altra sede, oltre alla Rocca di Santarcangelo di Romagna, dove si sarebbe svolta la vicenda di Paolo e Francesca, gli amanti raccontati da Dante nel canto V dell’Inferno. Altra storia con finale tragico è quella di Malatesta Antico detto “Guastafamiglia” che imprigionò i cugini nel castello e poi li uccise.

Ci si può perdere tra i numerosi locali della Rocca e mentre lo si fa si riescono a immaginare dame con lunghi e ricchi abiti e cavalieri che impugnano le loro spade. Sembra quasi di udire il vociare delle persone che si mischia a una lieve melodia suonata al clavicembalo e, per qualche ora, ci si sente catapultati nel Medioevo.

Orario di ingresso alla rocca

Tutti i giorni: dalle 8.30 alle 18.30
Lunedì: dalle 8.30 alle 13.00
CHIUSO: 25 dicembre e 1 Gennaio

Prezzi di ingresso
Ingresso intero: € 4,00
Per tutti coloro che hanno un’età compresa tra 25 e i 65 anni

Ingresso ridotto: € 2,00
Per tutti i cittadini dell’UE di età compresa tra i 18 ed i 25 anni (vale anche per i cittadini stranieri a condizione di reciprocità nella riduzione).
Per i docenti con incarico a tempo indeterminato delle scuole statali.

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