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Posted on set 25, 2013 in Dimore storiche | 0 comments

Villa Litta a Lainate: delizia e giochi d’acqua

Villa Litta a Lainate: delizia e giochi d’acqua

Eccolo il giardino che stupì Stendhal e che, appena vi accediamo, ci mette in guardia dagli zampilli d’acqua delle sue fontane, pronti come sono a bagnare i nostri piedi e le nostre schiene. Stiamo parlando del parco di Villa Litta a Lainate, in provincia di Milano.

La villa fu voluta da Pirro I Visconti Borromeo, nel 1585. Per costruire questo luogo di delizia convocò alcuni tra i migliori talenti dell’epoca come Martino Bassi, architetto, e il pittore Camillo Procaccini.

La passione di Pirro per la cultura, l’arte e la moda, derivate dalla Toscana Medicea, fu determinante per la costruzione della Villa e del Ninfeo, elementi per cui il complesso è diventato famoso.

Il Ninfeo era il luogo dedicato a un ninfa ed era posto vicino a una sorgente d’acqua. Durante l’epoca greco-romana identificava uno spazio in cui soffermarsi e dilettarsi circondati dal rumore dolce dell’acqua che scorreva da fontane e ruscelletti.

A Villa Litta il Ninfeo è a pianta rettangolare. All’atrio, chiamato “dei quattro venti”, si accede attraverso due balaustre in pietra, poste a fronte del lato sud, ritmato da una serie di statue.

All’interno sfoggia un turbinio di statue e decorazioni a mosaico realizzato con ciottoli tondi bianchi e neri che va a comporre motivi geometrici e floreali. Procaccini usò una tecnica unica nel suo genere per i soffitti – quella dei ciottoli dipinti. Numerose sono le grotte, arricchite da stalattiti e statue. È presente un labirinto che conduce a una galleria coperta, con tre Naiadi in marmo bianco che sembrano fare da guardia.

Altri elementi decorativi importanti sono il Cortile delle Piogge, uno spazio aperto, e le due lunghe pareti ricoperte di arenaria con emicicli, colonne ioniche e nicchie con statue allegoriche del Mattino e del Vespro.

L’elemento che fa da filo rosso è l’acqua. In alcuni punti infatti l’ingegnere militare Ramelli sfruttò un pozzo e la forza idraulica di un torrente per farla sprizzare a mo’ di scherzo addosso ai visitatori. L’acqua diventa anche elemento ornamentale attraverso le fontane di Galatea e di Nettuno, ma in tutto il parco si rivela di vitale importanza per le numerose specie di piante che lo abbelliscono. Tra questi il caduco carpino che forma una fitta siepe, la “carpinata”, gli agrumi, posti in grossi vasi conservati in serre fredde o le piante esotiche, custodite in serre più calde.

L’edificio è stato costruito in diverse fasi: il piano terra è composto infatti dal palazzo del Cinquecento, i cui affreschi sono stati restaurati negli anni ’70. Il palazzo in mattoni a vista è invece del Settecento e le ampie sale affrescate sono indice della funzione ricreativa della villa, particolarmente evidente nel Salone della Musica, che occupa due piani di altezza ed è dotato di una sfarzosa balconata in ferro battuto.

Oggi la villa è visitabile ed è sede di eventi culturali. Mantiene lo scopo ludico per cui venne costruita e anche il suo incanto, visto che riesce a trasmettere un po’ di frivolo piacere anche al visitatore di oggi.

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