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Posted on giu 18, 2013 in Designer | 0 comments

Joe Colombo: il design tra arte pura, ironia e sogno utopico

Joe Colombo: il design tra arte pura, ironia e sogno utopico

Un’arte iconica come il cinema spesso si avvale di altre forme creative per rinforzare la capacità di persuasione che già la connota. Pensate a un personaggio come l’agente Bond – James Bond – da sempre qualificato da auto, gioielli, abiti, accessori ispirati al design e alla moda.

In una scena di un episodio in cui il protagonista era ancora Sean Connery, quindi un’epoca bondiana fa, l’agente di sua maestà si volta con il suo fare sornione sedendo su una poltrona imbottita dalle forme suadenti. Si tratta di una Elda, progettata da Joe Colombo nel 1963.

Joe Colombo è stato tra i protagonisti del design italiano che, a partire dagli anni ’60, ha fatto grande la creatività tricolore nel mondo.

Figlio di un industriale, studente dell’Accademia di Brera, iniziò la sua carriera come pittore, entrando a far parte del “Movimento nucleare”, i cui fondatori furono Enrico Baj e Sergio Dangelo. Dopo aver prodotto opere sperimentali a metà tra surrealismo e astrazione, la cui ispirazione nasceva dalle teorie atomiche e astronomiche e da ciò che evocavano – energia, esplosioni, materia stellare – Joe Colombo scelse di dedicarsi al design industriale.

Il suo approccio a questo mondo creativo fu quello di uno che voleva cambiarlo subito, senza mezzi termini. Il momento del resto era propizio per far esplodere il design italiano. La voglia di chiudere con il passato, il boom economico, la non tramontata idea di matrice futurista che eleggeva ogni oggetto appartenente alla quotidianità come un potenziale oggetto d’arte, la moderna capacità industriale di rendere subito fattuale ciò che veniva progettato, furono solo alcuni dei fattori che contribuirono a rendere la creatività italiana un punto di riferimento planetario.

Colombo operò in svariati ambiti della progettazione: l’arredamento, l’allestimento, la creazione di utensili per la casa, le automobili. Il suo approccio creativo aspirava a plasmare ambienti o manufatti capaci di modernizzare gli standard di vita, di rimodellarli in base alle nuove esigenze abitative e del quotidiano. La sua lungimiranza resta celebre. A Gae Aulenti disse un giorno. “Fra non molto andremo in giro con un telefono in tasca.”

La sua voglia di sperimentare si andò concretizzando non solo nelle forme e nella modularità degli oggetti, ma soprattutto nell’utilizzo di nuovi materiali.

Le sedia Universale del 1967 rappresenta una delle prime sedute composte di un unico pezzo di plastica stampata.

Per Elda, il cui nome si deve alla moglie di Colombo, il designer si ispirò agli scafi delle barche per le linee, mentre per realizzarla attinse alle tecniche del settore nautico, dato che fece rinforzare la plastica della seduta con fibre di vetro. I sette cuscini anatomici e la forma avvolgente che accoglie chi si siede fino alle testa erano pensati per isolare e garantire relax psichico e intimità.

La lampada Acrilica è uno dei più celebri e duraturi progetti di Joe Colombo. A proposito di materiali innovativi, nel 1962, anno di nascita della lampada, Colombo pensò a un corpo di plexiglas a forma di C che poggiava su una base di metallo laccato che conteneva un tubo al neon. Di straordinaria forza immaginativa fu l’idea che la luce dalla base si propagasse tramite il plexiglas e andasse a illuminarlo come fosse un’emanazione diretta. Per questa sorta di magia ottica Colombo vinse, nel 1964, la medaglia d’oro alla XIII Triennale di Milano.

Favolosi e sorprendenti sono i suoi progetti abitativi, da quelli più tradizionali, che comunque poco hanno di tradizionale, a quelli che insistono sul tema della multifunzionalità. Dai mobili che si aprono e danno vita a variazioni degne dei Transformers, fino ai bagni e alle cucine che nella loro flessibilità indagano nuovi materiali e nuove relazioni di vita, regalando inediti spazi di interazione.

A metà tra utopia e concretezza, la mente creativa di Colombo ha segnato il design con oggetti dalla funzione precisa e dall’identità indimenticabile, il tutto condito da un’ironia che appare evidente anche nel modo di presentarsi dello stesso Colombo. Le sue foto, l’immancabile pipa in bocca, ci raccontano di un uomo schietto, capace di mettere la propria inventiva a disposizione delle produzione di massa, ma sempre con audacia e partecipazione

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