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Posted on set 3, 2013 in Borghi | 0 comments

La città di Glorenza, la più piccola dell’Alto Adige

La città di Glorenza, la più piccola dell’Alto Adige

Dopo i quasi 50 tornanti che scendono dai 2758 metri del Passo dello Stelvio, ai piedi del maestoso Gruppo dell’Ortles e confinante con Austria e Svizzera, si trova la Val Venosta. Siamo in Alto Adige e l’appellativo “Granaio del Tirolo” si addice perfettamente a questa valle che appare come un’ampia distesa verde, ricca di campi e alberi da frutto, solcata dal fiume Adige e racchiusa tra alte vette che sembrano proteggerla, ma che non la privano dei raggi solari.

Un luogo adatto all’agricoltura che ne diventa l’attività principale, soprattutto mirata alla coltivazione delle celebri mele.

Nella parte detta “Alta” della Val Venosta, proprio lungo il corso dell’Adige, sorge lo splendido borgo di Glorenza (Glurns), la più piccola città dell’Alto Adige.

Le prime notizie di questo villaggio risalgono al 1163 e viene descritto come un importante nodo commerciale, grazie alla sua posizione intermedia tra Valtellina, Grigioni e Tirolo e la vicinanza ai confini stranieri.

Nel XIII secolo Glorenza viene dotata di un muro di cinta lungo tutto il suo perimetro, di torri e di grandi porte d’accesso, evidenti strumenti di difesa.

Nel 1304 diventa ufficialmente città e nello stesso periodo il commercio prende sempre più piede, tanto che è Glorenza a detenere il monopolio del sale proveniente dal Tirolo e imporre il suo metro di misura in tutta la valle.

Purtroppo a fine Quattrocento, durante la battaglia di Calven, Glorenza viene distrutta dalle truppe elvetiche, ma subito parte la ricostruzione sotto Massimiliano I e poi Ferdinando I d’Asburgo. Il borgo deve affrontare ancora tremende vicissitudini, dalla peste durante la guerra dei Trent’anni alle inondazioni dell’Adige, ma nonostante le difficoltà e le tragedie, Glorenza oggi appare esattamente come era un tempo.

L’impatto visivo è magnifico: mura bianche merlate, affiancate dall’Adige, dalle quali spuntano tetti rossi di case bianche quasi tutte della stessa altezza, i quattro bastioni agli angoli, i tre mediani e le tre porte d’accesso incastonate nella cinta.

Entrando dalla Porta di Tubre sembra di essere in un villaggio uscito da chissà quale favola dei fratelli Grimm, dove tutto è ordinato, pulito, semplice ma funzionante. Sulle viuzze del borgo si affacciano case patronali del Cinquecento e le case dei commercianti, le uniche in Val Venosta che presentano i portici al pian terreno che fungevano da ricovero merci.

Si alternano in modo armonioso i candidi edifici e le abitazioni affrescate, quasi tutte con le tipiche finestre sporgenti chiamate in tedesco Erker.

La piazza del Mercato con la fontana al centro invita a godere della tranquillità di questo borgo, ammirando la torre Flurin, dimora che ospitò la comunità ebraica.

La chiesa di San Pancrazio, con il tipico campanile a cipolla, racchiude preziosi arredamenti e affreschi, mentre nella Porta di Tubre è allestita una mostra riguardante la storia della città di Glorenza.

Passeggiate per le vie, osservate come gli edifici si mescolano alla bellezza dei monti attorno, ascoltate la quiete: è il modo migliore per visitare e avvicinarsi a Glorenza.

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