La poltrona di Casimiro
Tutti conosciamo Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il suo Gattopardo, in pochi però, sappiamo dove il manoscritto cominciò a prendere forma tra i pensieri dell’autore, e in compagnia di chi. C’è a Capo d’Orlando, in provincia di Messina, un parco in cui crescono piante portate da paesi lontani, con tronchi mai visti e fiori rari. Tra queste, ad esempio, cresce la Puya Berteroniana, le cui foglie sono a dir poco peculiari: se le si accarezza dalla punta verso il centro sono pungenti, al contrario, invece, a toccarle dal centro verso l’esterno, le spine si appiattiscono e diventano del tutto innocue. All’interno del mirabile parco c’è una villa, in cui sono custoditi libri in molte lingue, tutte padroneggiate fluentemente dai loro proprietari. All’interno della villa c’è una camera sulla cui scrivania, protetta da una teca che la sottragga dal tempo, è conservata l’ultima lettera di Lampedusa che, ormai malato, si augurava una sola cosa: poter tornare, almeno una volta, in quella sua stanza, come se nulla – la malattia, la...
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