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Posted on Ott 14, 2013 in Edifici sacri | 0 comments

Labbra dolci di Zibibbo: il Cantico dei Cantici raccontato da Enzo Bianchi

Labbra dolci di Zibibbo: il Cantico dei Cantici raccontato da Enzo Bianchi

Che Enzo Bianchi sia un priore fuori dal comune lo sa bene chi ha visitato il Monastero di Bose, da lui fondato nel 1965, luogo di accoglienza e preghiera che unisce monaci e monache appartenenti alle diverse confessioni del cristianesimo. Affezionato e gradito ospite del Festival della Filosofia, durante la scorsa edizione, il cui tema centrale era l’amare, Bianchi ha parlato dello Scirìa Scirìn, il cantico per eccellenza: il Cantico dei Cantici. Come racconta il priore, il Cantico, protetto dalla maschera di allegoria dell’amore tra Dio e Israele, sopravvisse fino a metà del XVI secolo, quando Sebastian Castellion, teologo francese, insinuò la possibilità di una lettura letterale, che parlasse di un amore umano, erotico. La Chiesa, svelato il velo di Maya, cominciò a interrogarsi: il Cantico andava bandito? Oppure, trovandosi al cuore della Bibbia, era portatore di un messaggio su cui meditare? Fu la seconda delle ipotesi a prendere il sopravvento e si diffuse così una nuova visione del Cantico, illuminata da una lettura non più allegorica ma metaforica:...

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Posted on Ott 11, 2013 in Edifici sacri | 1 comment

La magia del sito di Santa Maria di Vezzolano

La magia del sito di Santa Maria di Vezzolano

L’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano si trova in Piemonte, nel comune astigiano di Albugnano, a 34 km dal centro di Torino. Chi è nato in questa zona dice che “qui non c’è niente da vedere”, niente che meriti un viaggio o una visita. Invece no, c’è l’Abbazia di Vezzolano, unico vero orgoglio artistico locale. Dal punto di vista stilistico, l’abbazia è un ibrido tra romanico classico e primo gotico: vien da dire che per ogni elemento sia stato scelto tra i due lo stile in grado di realizzarlo meglio. Sulle origini si agita una leggenda che attribuisce la fondazione della chiesa ai tempi di Carlo Magno. Nell’anno 773 l’imperatore si trovava a caccia nella selva di Vezzolano, quando fu spaventato dall’apparizione di tre scheletri usciti da una tomba, episodio raffigurato in uno degli affreschi all’interno dell’abbazia. Aiutato da un eremita e invitato a pregare da Maria Vergine fece edificare nel luogo dell’apparizione una chiesa abbaziale. La ricostruzione storica invece colloca le sue origini in epoca longobarda, con successivi...

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Posted on Ott 10, 2013 in Una stanza tutta per sé | 0 comments

L’atelier di Giorgio Vicentini

L’atelier di Giorgio Vicentini

Questa è la storia di un pollaio la cui fortuna mutò a tal punto che si ritrovò ad ospitare matitoni e tavole di legno e, soprattutto, un artista e le sue creazioni. C’era una volta un ragazzo ventenne, Giorgio Vicentini, iscritto a giurisprudenza con l’idea di diventare criminologo. Poi venne il tempo del militare e con esso i turbamenti del giovane Törless, l’urgenza di trovare il proprio posto nel mondo e la consapevolezza che la strada battuta fino a quel momento non fosse l’unica possibile. “Da quando avevo vent’anni, ero militare, mi sono detto: io sono un pittore, voglio fare il pittore. Ai tempi gli artisti erano considerati personaggi fru fru, ora se ci si pensa siamo tra i pochissimi a fare, a lavorare con le mani, con la fatica. È vero che si parte dall’astratto, ma poi lavoriamo tanto sul concreto. Il compito dell’artista, oggi, è anche questo: insegnare a riprendere coscienza del fare.” Per merito di quella presa di posizione a cui si votò a vent’anni, Vicentini...

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Posted on Ott 8, 2013 in Mangiare, Sapori | 0 comments

Un prodotto prezioso in Italia: il tartufo

Un prodotto prezioso in Italia: il tartufo

Chissà per quale motivo quando l’uomo scopre un alimento dalle fattezze e dai sapori insoliti gli attribuisce proprietà afrodisiache. È stato così per il cioccolato appena sbarcato dal Sud America, lo è stato per il peperoncino e non poteva essere diverso per il tartufo, tanto che il poeta Giovenale ne parla come di un frutto nato da un fulmine scagliato da Giove che, si sa, in quanto a virilità era imbattuto. Ma a quanto pare il tartufo era apprezzato già tra i Romani e lo testimonia quanto scritto da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia. Per tutto il Medioevo e il Rinascimento non se ne conosceva la vera origine. Alcuni lo ritenevano una pianta, altri addirittura un animale ed era chiaro che fosse un prodotto della terra speciale poiché era possibile raccoglierlo, ma non seminarlo. Oggi sappiamo che il tartufo è un genere di fungo che cresce sotto terra, vicino alle radici di alcuni alberi, preferibilmente querce e lecci, con i quali vive in simbiosi. Se non fosse abbastanza...

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