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Posted on apr 8, 2013 in Arezzo | 1 comment

Arte e cinema: Arezzo e i luoghi de “La vita e bella”

Arte e cinema: Arezzo e i luoghi de “La vita e bella”

Una campagna verdeggiante e una macchina che corre su una strada sterrata, ecco come comincia il film “La vita è bella” di Roberto Benigni, vincitore di tre premi Oscar nel 1997. Uno dei luoghi in cui il film è stato girato è Arezzo, una città posta nel cuore della Toscana che merita attenzione per svariate ragioni.

La città sorse in epoca pre-etrusca e, grazie alla posizione geografica favorevole, cuore dell’incontro tra Valdarno, Valdichiana e Casentino, è sempre stata un punto di riferimento del centro Italia.

La parte vecchia si sviluppa su un pendio ed ancora oggi è delimitata da una bella cinta di mura venute su durante la dominazione medicea.

Ne “La vita è bella” il primo passo all’interno di Arezzo lo si compie proprio nel cuore del centro storico: Piazza Grande, dove si affacciano alcuni degli edifici più importanti come Palazzo della Fraternita dei Laici e la parte posteriore della Chiesa di Santa Maria della Pieve. È qui che il protagonista del film stende un’interminabile tappeto rosso perché la sua “principessa” possa scendere le scale sotto la pioggia, in una magica notte.

Questa strana piazza scenografica, un po’ in salita, è circondata da altri palazzi di varie forme, edificati in periodi diversi. In base alla porzione che si osserva si può avere l’impressione o di stare in pieno Medioevo, dato l’alto numero di case-torri e di balconcini in legno o, spostando lo sguardo, nel fiore del Rinascimento, quest’ultimo incarnato soprattutto dal loggiato di Giorgio Vasari. Sì proprio lui, aretino di nascita, architetto, pittore e scrittore e ricordato soprattutto per l’opera “Vite dei più eccellenti architetti pittori et scultori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri”, che rappresenta la prima opera moderna di storiografia artistica, la cui edizione definitiva risale al 1568.

Piazza Grande, a giugno e a settembre, ospita la Giostra del Saracino. Come nella vicina Siena con il Palio, la Giostra offre una mirabolante rievocazione medievale – un torneo cavalleresco. Vi partecipano i quattro quartieri della città: quello di Porta Crucifera (il Colcitrone), quello di Porta del Foro (San Lorentino), quello di Porta Sant’Andrea e il Quartiere di Porta Santo Spirito. Il cavaliere di ogni rione sfida il buratto, un pupazzo posto al centro della piazza che ha sul petto un bersaglio che funziona con un meccanismo a molla. Se viene centrato con la giusta forza fa ruotare su se stesso il buratto. Chi fa più punti colpendolo con la lancia e senza farsi disarcionare, ottiene la Giostra. La vittoria dà vita a una serie di festeggiamenti nel quartiere che vanno avanti tutta la notte.

Il Palazzo della confraternita dei laici nacque sulla spinta della congregazione, sorta in pieno Medioevo, che aveva l’intento di aiutare le persone bisognose. A tale scopo realizzò il Palazzo che fu sede del Supremo Magistrato dell’ordine tra il XIV e XV secolo. Nonostante l’impianto sia tipicamente gotico, la facciata fu rinnovata su progetto di Giorgio Vasari, che le donò un gusto più rinascimentale. A completare il tutto, nel 1552 fu realizzato l’orologio, uno dei più antichi d’Italia. Indica le ore, i giorni, le fasi lunari e il moto del sole.

La piazza offre una sorprendente visuale dell’abside della chiesa di Santa Maria della Pieve, la cui facciata invece si trova in corso Italia. Sia il fronte che l’abside sono decorati da numerose colonne tanto che l’edificio viene anche chiamato Chiesa delle Colonne. L’interno è spoglio e ruvido, come accadeva alle chiese romaniche e ha mantenuto questo stile solenne fino ai giorni nostri.

Ma questo non è che l’inizio di un viaggio dentro una delle province più suggestive della Toscana.






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